GROTTE di CASTRO

La cittadina è posizionata sulla parte settentrionale dell'orlo dell'antico cono vulcanico, appartenente alla catena dei monti Volsini che, in seguito al collasso calderico, avrebbe originato oltre 300.000 anni fa, il Lago di Bolsena.
in epoca etrusca, su una collina lungo la strada che collega il paese al lago di Bolsena sorge una città di discreta importanza identificata per lungo tempo col nome di Tiro mentre oggi viene genericamente indicata col nome di Civita di Grotte di Castro, non conoscendo il suo antico nome etrusco.
La cittadina posta al confine fra i territori di Vulci e Volsinii dominava la sponda nord del lago e fu conquistata dai Romani fra il IV e il III secolo a.C.
Nell'VIII secolo d.C. l'antica Civita fu distrutta dai Longobardi: la distruzione fu così feroce che una vicina località ancora oggi si chiama "valle muje" ovvero "valle degli urli" che secondo la tradizione sarebbero proprio le grida di terrore pronunciate dagli abitanti di Civita mentre venivano uccisi.
superstiti si rifugiarono in località nei dintorni ritenute più sicure fondando così gli odierni centri abitati di Gradoli, San Lorenzo e appunto Grotte.
l nome dell'abitato fu scelto per la presenza di caverne sotto la rupe, visibili ancora oggi e che potevano costituire un rifugio sicuro in caso di aggressione.
Nel 1077 compare col nome di "Castrum Cripaturm" nel documento di donazione di Matilde di Canossa alla Santa Sede.
Nel 1144 fu distrutto il piccolo villaggio di Rosano (che sorgeva nel territorio fra Grotte e Acquapendente) e i suoi abitanti furono trasferiti a Grotte.
Il centro fu conteso per secoli fra la Chiesa e Orvieto poi nel 1537 fu acquistato dai Farnese ed entrò a far parte del Ducato di Castro.
Nel 1615 iniziò la devozione per la Madonna del Suffragio con la costruzione del Santuario.
Nel 1649 con la caduta di Castro ritornò allo Stato Pontificio.

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